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Dialogo Uomo-Acqua

E’ difficile accettare che l’uomo comune possa credere al concetto di dialogo con l’acqua. IN REALTA’ QUESTO ESISTE!

Gli esseri umani sono visti come agglomerati di atomi con un proprio campo magnetico e le cellule legate non da legami chimici ma magnetiche si interfacciano con sistemi fisico cellulari. Questa rete è organizzata in segnali e recettori (vibrazioni) e alimentata da flussi di energia che collegano la forza vitale con il corpo.

Acqua, Veicolo di Informazione: Nuove Frontiere in Medicina ed in Estetica

In sintesi estrema: il DNA di virus o batteri lascia una sua impronta anche in soluzioni ultra-diluite e sottoposte a successione (proprio come si fa per preparare i medicamenti omeopatici): questo segnale può essere registrato e trasmesso, per via telematica, ad un’altra provetta contenente solo acqua e presente in un laboratorio distante centinaia o migliaia di km. Quando questa seconda acqua riceve il segnale, le sue molecole entrano “in vibrazione” secondo il segnale ricevuto. Se si mettono nella seconda provetta i mattoni costituenti il DNA (come dei mattoncini del Lego), questi finiranno per aggregarsi a riformare proprio il DNA virale o batterico presente nella prima provetta, quella di partenza. Questo fenomeno è stato registrato, controllato e confermato in esperimenti più volte ripetuti: quindi, poiché avviene, significa che l’acqua ha conservato, e trasmesso, un segnale, un’impronta che aveva ricevuto da una sostanza in essa disciolta (il DNA, negli esperimenti di Montagnier).

Nuova Scoperta del Premio Nobel per la Medicina: Luc Montagnier

Montagnier ha scoperto che alcune sequenze di DNA possono indurre segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi “memoria” delle caratteristiche del DNA stesso. Questo significa innanzitutto che si potranno sviluppare sistemi diagnostici finora mai progettati, basati sulla proprietà “informativa” dell’acqua biologica presente nel corpo umano: malattie croniche come Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla, Artrite Reumatoide, e le malattie virali, come HIV-AIDS, influenza A ed epatite C, “informano” l’acqua del nostro corpo (acqua biologica) della loro presenza, emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono essere poi “letti” e decifrati. Possibili sviluppi di tale scoperta potrebbero quindi essere sia in termini diagnostici che di trattamento e terapia delle malattie.
I segnali elettromagnetici presenti nell’acqua infatti sono riconducibili alla presenza o meno di una sua “memoria”, intervenendo sulla quale si prospettano ampie possibilità di trattamento e di terapia, con la prospettiva di cambiare di fatto la vita a molti pazienti, costretti all’assunzione di indispensabili farmaci salvavita che a volte recano però con sé il rischio di pesanti effetti collaterali. 
Un’ipotesi di ricerca simile venne percorsa due decenni fa dal ricercatore francese Benveniste: la scarsità di evidenze scientifiche a suffragio della sua teoria ne causarono all’epoca l’isolamento dalla comunità scientifica, ma dopo molti anni quelle ipotesi tornano inaspettatamente di attualità.
E’ opportuno anche ricordare che la medicina omeopatica e omotossicologica sfrutta da sempre i principi fisici per cui l’acqua può essere “informata” da sostanze in essa diluite: la ricerca di Montagnier, Del Giudice e Vitello indica la strada per arrivare a una migliore comprensione dei meccanismi di funzionamento del paradigma medico omeopatico ed omotossicologico, e pare creare la base per una futura generazione di rimedi farmaceutici senza effetti collaterali, che basano il proprio meccanismo d’azione sull’acqua “informata” dal segnale elettromagnetico prodotto da sostanze presenti in essa a bassissime concentrazioni ed “attivata” tramite peculiari tecnologie chimico-fisiche. Essi acquisiscono così proprietà curative, ma – grazie all’alta diluzione del principio attivo – sono privi di effetti collaterali.
In relazione alla pubblicazione del lavoro “DNA, waves and water”, il Prof. Giuseppe Vitiello ha dichiarato: “Il dato molto importante da sottolineare è che una rivista ufficiale di fisica come il Journal of Physics ha pubblicato per la prima volta una ricerca che normalmente sarebbe di competenza di un Journal di biologia o medicina. Un passo ulteriore a dimostrazione che la moderna fisica quantistica può dare un contributo fondamentale alle ricerche mediche di frontiera”.

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